Da: "vento... su TL" A: Oggetto: [Tamburi Lontani] RASSEGNA STAMPA DEL 18-01-2003 (2^ parte) Data: sabato 18 gennaio 2003 14.55 Ciao Lista... nella stampa odierna, vi confesso che mi ha fatto tantissimo piacere "risentire" il nome di un fuoriclasse della musica... il grande e purtroppo scomparso... Michael Petrucciani... A voi gli articoli. Giuseppe -------------------------------------------------------------------------------- Fenili, dal palasport al Sociale Il "conte" del volley nazionale: «Amo Trento, ma sogno Sanremo» CONCERTO & SOLIDARIETA' di Stefano Broccardo TRENTO. Il suo estro e la sua simpatia sono entrati nel cuore dei trentini, dove rimane tra gli indimenticabili nonostante abbia cambiato maglia. I colori che veste sono gli stessi, il giallo e il blu, ma il vessillo che porta in giro per l'Italia è quello scaligero. Ventisette anni, viareggino con il carnevale nel sangue, Ricky Fenili ritorna nella «sua» città. Trento, che amaramente rimpianse al momento dell'addio, torna ai suoi piedi. Ovvero sotto il palco del Teatro Sociale, dove Riccardo si esibirà lunedì sera, alle ore 21, in un concerto organizzato a scopo benefico da Admo e Lega Pasi Battisti. Assieme al pallavolista, che fu uno tra gli artefici del miracolo Itas nelle prime due stagioni della formazione trentina in serie A1, la Web.com, band che lo fece esordire un anno fa alle Giubbe Rosse, il coro gospel Sing the glory ed il balletto della scuola di danza Club La Fourmie. Un mix di arte, musica e spettacolo che si annuncia ricco, tanto nella scaletta, quanto nel fuori programma. «Sarà una serata molto carica di significato: - spiega Riccardo Fenili - poter spendere il mio nome ed il mio volto in favore della beneficienza è una cosa bellissima. So che la qualità della mia voce non è eccezionale, ma credo che ne uscirà un lunedì sera inconsueto, basato su due ore di divertimento. E che riserverà alcune sorprese». Per Fenili sarà anche l'occasione per riabbracciare i trentini, la «sua» gente. «Vanessa, la mia fidanzata, ed i miei migliori amici sono tutti a Trento. - aggiunge il toscano - Tra le città che ho conosciuto nella mia carriera è quella dove mi sono trovato meglio. Mi ci sto affezionando molto, tanto da passare a Trento ogni momento libero. Quando sono a Verona mi mancano le montagne e la gente, con la quale ho un ottimo rapporto, molto schietto. Tornare a Trento in questa maniera è, per me, un modo per non perdere il ricordo dei due anni trascorsi in casa Itas». Il repertorio della Web.com spazia da Elton John agli 883, passando da Vecchioni, Baglioni, Ligabue e Ron. «Tra le canzoni che suoneremo ce ne sono due alle quali sono legato in modo particolare, - racconta il "Conte", come è soprannominato - "Una città per cantare" fa riferimento a persone che conducono una vita simile alla mia, mentre "Luci a San Siro" mi ricorda un momento preciso della mia carriera, quando giocavo a Milano e mi consacrai come atleta». Ritmi adatti a creare un'atmosfera informale, quasi confidenziale. Il clima giusto per sciogliere la tensione di chi, da sempre abituato alle severe critiche e ai giudizi dei tifosi sportivi, non nasconde il timore di presentarsi su un palco importante. «Vivo l'attesa molto male, l'idea di cantare al Sociale mi fa tremare: - confessa Fenili - sono cresciuto in palazzetti dello sport gremiti da migliaia di persone. Giocare davanti ad un pubblico numeroso non mi mette assolutamente in soggezione. Tanto più che mi considero una persona egocentrica, a cui piace essere al centro dell'attenzione. Eppure mi sento come un bambino dell'asilo che deve recitare la poesia davanti a compagni e maestre». Se quello alle Giubbe Rosse era stato il primo, indispensabile passo verso il concerto di lunedì sera, quello al Teatro Sociale potrebbe essere il primo atto di una nuova vita di Fenili, uomo eclettico e stravagante che sogna Sanremo. «Se avessi avuto una voce da cantante, una voce vera, mi sarebbe piaciuto intraprendere la carriera artistica, - conclude Riccardo - magari un giorno, una volta smessi i panni del giocatore, mi divertirò a fare il cantante. Sarebbe un sogno che diventa realtà». Fonte "Alto Adige" di Bolzano e Trento ............ Citazioni sonore. Concerti «affettivi» per Petrucciani e un recital tutto jazz per Gorni Kramer di Luigi Onori ROMA. Nella storia centenaria del jazz la memoria comincia a giocare un ruolo importante. La musica afroamericana sarebbe di per sé non autocelebrativa: tuttavia il ricordo dei musicisti scomparsi viene mantenuto vivo attraverso il rapporto affettivo con la loro musica. In tal modo, coloro che non ci sono più continuano ad essere presenti grazie alla magia evocativa delle note e delle parole. È quanto è accaduto a Roma a nell'arco di pochi giorni, quando due concerti hanno celebrato due personaggi ben diversi quali il fisarmonicista, compositore e arrangiatore Gorni Kramer ed il pianista Michel Petrucciani. Jazz all'Ambra il 13 gennaio ha proposto il recital Krameriana. Un arc(h)iliuto per Gorni Kramer. Il suo ideatore è Gianni Coscia, fisarmonicista ben noto anche in Europa (ha inciso insieme a Gianluigi Trovesi per la Ecm e la Enja) che ha composto ed arrangiato un ricco polittico di brani: tra interludi citazioni, piccole composizioni e improvvisazioni, le canzoni di Kramer. È esattamente quello che si è udito dal palco dell'Ambra Jovinelli dove l'orchestra da Camera di Nembro Enea Salmeggia - diretta con verve da Mario Gioventù - si è affiancata a Coscia, Trovesi, Dino Piana (trombone a pistoni), Andrea Dulbecco (vibrafono), Paolo Manzolini (chitarra), Enzo Pietropaoli (contrabbasso) e Stefano Bertoli (batteria). Le indimenticabili canzoni di Kramer (L'Orchestra del cuore, Buonanottte al mare, Un bacio a mezzanotte, Donna, Tomorrow night, Crapa pelada, In un palco della Scala, Merci beaucoup...) apparivano come tappe sicure e riconoscibili attraverso una serie di cadenze, citazioni, divagazioni. Il pieno strumentale si è udito di rado, dato che Coscia ha preferito dilatare la materia sonora, creare soli, duetti e trii liberi di esprimersi e di suturare le belle melodie originali. Un omaggio indiretto, affettuoso ma non devoto, teso a ricreare e suggerire certe atmosfere krameriane, patrimonio sonoro collettivo di chi ha più di quarant'anni. «Le sue canzoni si potevano e si possono suonare, non solo cantare», ha detto Coscia nell'introdurre la serata e si può aggiungere che i brani di Gorni Kramer hanno marchiato una lunga stagione della musica in Italia, dalla radio alla televisione, dal musical al varietà, senza dimenticare gli enormi meriti per la diffusione del jazz sin dal periodo fascista. Krameriana è anche un album edito dall'etichetta Egea. Moriva il 6 gennaio del 1999 a trentasette anni il pianista francese Michel Petrucciani, uno dei più importanti jazzisti europei e mondiali. Radiotre Suite Jazz (in collaborazione con il segretariato sociale Rai) ha ritenuto opportuno ricordarne la figura con un concerto trasmesso in diretta il 14 gennaio dalla Sala in via Asiago (ore 20.30), concerto che ha proposto Rita Marcotulli e Stefano Battaglia in piano solo nonché Danilo Rea con Stefano di Battista in duo. Difficile ricordare Petrucciani: la sua solare e vitalissima personalità come l'estrema perizia tecnica lo rendevano per certi versi unico. «Quando suonavo con Michel - ha ricordato il sassofonista Di Battista che ha militato nel suo sestetto per tre anni - alcune volte dovevo andar via dal palco: mi veniva da piangere per le emozioni che sapeva trasmettere». Così ogni artista ha ricordato Petrucciani a suo modo. Dopo Rita Marcotulli (tornerà il 3 febbraio a Roma con il disco-progetto Koinè) è spettato a Rea e Di Battista che hanno, tra l'altro, lavorato sul blues e su melodie intrise di melanconia. Battaglia, invece, ha offerto uno solo piano nutrito di diversi stati d'animo, dalla fissità ipnotica e rituale allo sciogliersi incantato e gioioso, come nei brani Signum e Tempo ritrovato. Radiotre Suite Jazz proporrà il 22 gennaio, sempre dalla sala A, un importante concerto con l'Art Ensemble of Chicago. Fonte: "Il Manifesto" ............ SENIGALLIA. Gran successo per il jazz del Paf Trio di Laura Delle Donne SENIGALLIA - Il jazz del Paf Trio ha affascinato i numerosi senigalliesi, che l'altra sera hanno riempito l'Auditorium San Rocco. Non pochi sono rimasti in piedi per tutta la durata dello spettacolo. Silenzio biblico e fiato sospeso tra il pubblico di tutte le età (dai 25 anni in su) per la performance del famoso trio jazz, che ha colpito gli amanti del genere con le sue melodie mediterranee. Paolo Fresu, Antonello Salis e Furio di Castri sono stati accompagnati da moltissimi applausi del pubblico entusiasta. Il concerto dell'altra sera è la conclusione della fortunata rassegna "Sotto le stelle del jazz" (novembre e dicembre 2002), organizzata dall'assessorato alle politiche giovanili in collaborazione con il Gratis Club, che ha proposto eventi di rilievo europeo. Sul palcoscenico del Gratis Club si sono esibiti artisti nazionali e internazionali come Rita Marcotulli, Danilo Rea e Roberto Gatto. Vista l'esperienza, senza dubbio positiva sia in termini di pubblico che per la qualità dell'offerta, l'amministrazione comunale sta già valutando l'idea di proporre altri eventi simili nel prossimo futuro. Fonte: "Il Messaggero" nelle edizioni di Ancona e Pesaro --------------------------------------------------------------- RICEVI QUESTA NEWSLETTER PERCHE' SEI ISCRITTO A DOMEUS.IT - Home for Communities --------------------------------------------------------------- Per cancellarti da questo gruppo clicca su http://www.domeus.it/public/unsubscribe.jsp?tsp=1042898129261&gid=303268&uid=18020502&sig=OENBKKCOOHGLBBGE L'utilizzo di domeus è definito dai Termini e Condizioni di eCircle Srl: http://www.domeus.it/info/terms.jsp